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Il caso Open Arms ancora aperto

Arriva alla Cassazione il caso Open Arms che vede il leader della Lega Matteo Salvini imputato dei reati di sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio per aver negato, nel 2019, lo sbarco alla nave della ong spagnola e ai 147 migranti soccorsi in mare.

 

Dopo l'assoluzione di dicembre scorso e il deposito delle motivazioni della sentenza, la Procura di Palermo ha scelto di ricorrere direttamente davanti ai supremi giudici, 'saltando' il giudizio di appello.

 

reazione del leader del Carroccio non si è fatta attendere. "Ho fatto più di trenta udienze, il Tribunale mi ha assolto perché il fatto non sussiste riconoscendo che difendere i confini non è un reato. Evidentemente qualcuno non si rassegna, andiamo avanti: non mi preoccupo", ha detto, non nascondendo "un po' di sorpresa, un po' di rabbia e di incazzatura se uno ritiene di non aver compiuto nessun reato .

 

Si Open Arms non c'è alcuno scontro tra politica e magistratura, e infatti ringrazio il tribunale di Palermo e sottoscrivo tutte le 268 pagine che motivano la mia totale assoluzione, arrivata dopo decine di udienze e anni di approfondimenti", ha rilevato il ministro. E' un processo, ha aggiunto, "che nasce in Parlamento, è un processo politico perché le Sinistre che erano in maggioranza ai tempi del Conte 2 decisero che bloccare gli sbarchi era un reato mentre non lo era né prima né dopo

Schengen borders control

The decision to abolish internal border controls reflected a collective desire to overcome the divisions of the Cold War and to foster unity and peace” – so says the European Union, in the 40th year since the Schengen area was born.

The plan for Europe without frontiers was first revealed in 1985 aboard a vessel symbolically floating in the Moselle river beside the Luxembourg village of Schengen – just where the Grand Duchy meets both France and Germany.

Symbolically, the 2009 Nato summit was held jointly by Strasbourg in France and Kehl in Germany. They are linked by a series of bridges across the Rhine, and an international tram runs between the two communities.

During the Nato event, the French customs post was burned down by anarchists. No one cared much at the time, thinking it was obstacle

Teheran minaccia vincitrice di Nobel Narges Muhammadi

La attivista iraniana per i diritti umani Narges Mohammadi, vincitrice del Nobel per la Pace nel 2023, ha ricevuto minacce di morte da Teheran.

 

Jorgen Watne Frydnes, il presidente del Comitato del Nobel, ha ricevuto una "telefonata urgente" da Mohammadi, ha fatto sapere lo stesso Comitato del premio.

Trump minaccia EU con dazzi

Borse europee peggiorano a metà seduta col ritorno dei timori sui dazi.

 

Milano cede l'1,6%, sotto i 40 mila punti, maglia nera davanti a Francoforte (-1,1%), Parigi (-1%) e Londra (-0,6%) mentre a New York i future perdono terreno, con quelli sull'S&P 500 in calo dello 0,7% e quelli sul Nasdaq dello 0,6%. Restano deboli l'euro (-0,1% a 1,169 sul dollaro) e i titoli di Stato, i cui rendimenti sono in ancora in rialzo, in vista della lettera di Donald Trump sulle tariffe bilaterali per l'Ue, attesa per oggi. A Milano male banche ed export, con Bpm (-3,6%), Stellantis (-3,5%), Iveco (-3,4%), Bper (-3,1%) in testa ai ribassi.

 

Il presidente Statunitense Donald Trump ha imposto dazi del 35% al Canada e ha annunciato che l'Unione Europea riceverà la lettera sulle tariffe oggi.

Inoltre, il presidente ha affermato che intende imporre dazi generalizzati del 15% o del 20% sulla maggior parte dei partner commerciali. "Diremo semplicemente che tutti i Paesi rimanenti", quelli che non hanno ricevuto le lettere sulle tariffe, "pagheranno, che sia il 15% o il 20%", ha detto Trump in un'intervista a Nbc.

I dazi nel 35% non saranno applicati ai beni conformi all'accordo di libero scambio fra Stati Uniti, Canada e Messico, per i quali Trump aveva applicato in precedenza tariffe del 25%.

 

Venezia:"Non space for Bezos"

protesta, nutrita, alla fine c'è stata.


Circa 700 persone - forse qualcuna in più - sono sfilate a Venezia nel corteo anti-Bezos, quando ormai mancava solo il party all'Arsenale, in serata, prima del 'ciao-ciao' della miliardaria coppia e dei loro amici vip alla laguna.

La parte dei protagonisti oggi se la sono presa i manifestanti della piattaforma 'No space for Bezos', 'No space for war' che in questi giorni hanno fatto da contrappunto polemico ad ogni festa e cerimonia di Mister Amazon e consorte, arrabbiati per l'uso stile Disneyland di una città, Venezia, fragile e in cerca di una vera identità che non sia quella turistica. I dimostranti si sono mossi con un grande corteo colorato dal piazzale della stazione, con bandiere, striscioni, fumogeni fino a raggiungere il Ponte di Rialto - la parte più scenica della protesta - e infine campo San Giac