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Trump tariffs are unacceptable

A threat by US President Donald Trump to impose fresh tariffs on eight allies opposed to his proposed takeover of Greenland has drawn condemnation from European leaders.

UK Prime Minister Keir Starmer said the move was "completely wrong", while French President Emmanuel Macron called it "unacceptable".

The comments came after Trump announced a 10% tariff on goods from Denmark, Norway, Sweden, France, Germany, the UK, the Netherlands and Finland would come into force on 1 February, but could later rise to 25% - and would last until a deal was reached.

Trump insists the autonomous Danish territory is critical for US security and has not ruled out taking it by force.

Maduro arrestato da Trump

Con l'intervento in Venezuela, Donald Trump rispolvera e aggiorna la Dottrina Monroe, che si è impegnato a "riaffermare e far rispettare...

 

per ripristinare la preminenza americana nell'emisfero occidentale e per proteggere il Paese", come si legge nella sua nuova National Security Strategy all'insegna dell'America First.

La Dottrina Monroe, enunciata nel 1823 dal presidente James Monroe, rivendicava l'influenza statunitense nella regione, così come la successiva "diplomazia delle cannoniere" vista sotto Theodore Roosevelt all'inizio del Novecento. Si tratta di due pilastri storici dell'espansionismo e dell'interventismo Usa in America Latina, che riportano alla mente dolorosi ricordi di ingerenze passate e che sono fortemente osteggiati dai governi e dalle popolazioni della regione. La Dottrina Monroe nacque in un contesto in cui molte colonie latinoamericane stavano ottenendo l'indipendenza dalle potenze europee. Il principio cardine era sintetizzato nello slogan "l'America agli americani": gli Stati Uniti si arrogavano il diritto di considerare l'intero emisfero occidentale come una propria sfera d'influenza, avvertendo le potenze europee che qualsiasi tentativo di intervento o di ricolonizzazione sarebbe stato considerato un atto ostile. Formalmente presentata come una dottrina difensiva, essa divenne nel tempo uno strumento ideologico per giustificare l'ingerenza statunitense negli affari interni dei Paesi latinoamericani, oggi in gran parte fortemente legati a Cina e Russia.

 

Mattarella:"Dovere di consolidare la pace"

Abbiamo il dovere di coltivare e consolidare ogni piccolo spiraglio che si apra rispetto ai conflitti in corso, in Ucraina come in Medio Oriente.

 

Con l'obiettivo di costruire quella 'pace permanente', come la definì il presidente Franklin Roosevelt che affermava: 'Più che una fine della guerra vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre'. Pace, quindi, come affermazione del diritto sulla forza delle armi. Pace come condizione di libertà e sviluppo". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella cerimonia per gli auguri di fine anno con i rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche e della società civile.

Il saluto di Mattarella alle alte cariche istituzionali

Regulations to combat over tourism

France has joined the UK, Ireland, Italy, Croatia, Greece, and other European countries in enforcing strict fines and regulations to combat overtourism, aiming to preserve cultural heritage and ensure sustainable tourism. This collective effort across the continent reflects a growing recognition of the pressures placed on iconic destinations by an increasing influx of visitors. With penalties ranging from hefty fines for disruptive behavior to strict dress codes in historic cities, these nations are taking bold steps to balance the needs of tourists with the preservation of their natural and cultural assets.

Ruolo di diplomazia in tempi difficili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

E' evidente che è in atto un'operazione, diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni. Non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori", ha ammonito il capo dello Stato in un messaggio che seppur rivolto ai diplomatici, ha parlato in maniera diretta ai protagonisti delle ultime tensioni geopolitiche, a partire dal fianco est dell'Europa: "Permane l'aggressione russa ai danni dell'Ucraina, con vittime e immani distruzioni. E con l'aberrante intendimento, malgrado gli sforzi negoziali in atto, di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa. Un'azione irresponsabile e inammissibile", ha avvertito il presidente della Repubblica, proprio nelle ore più febbrili di un negoziato che vede nel destino del Donbass uno dei nodi più difficili da sciogliere. Ma quella di Mosca è una deriva che secondo Mattarella trova un chiaro esempio anche nella condanna russa in contumacia contro il giudice italiano della Cpi Salvatore Aitala, 'colpevole' di aver spiccato il mandato di cattura per Vladimir Putin. Una sentenza "pretesa di un mondo volto pericolosamente indietro, al peggiore passato". E che arriva per giunta da "un Paese promotore, e con suoi giudici protagonisti, del processo di Norimberga".

Se da un lato lo scontro geopolitico coinvolge i blocchi ormai tradizionalmente contrapposti, dall'altro trova un inaspettato terreno fertile anche tra alleati giudicati imprescindibili, come Europa e gli Stati Uniti - ai quali il Colle non risparmia critiche anche per la "riedizione della cosiddetta dottrina Monroe" in America Latina. "La tentazione della frammentazione si insinua nelle relazioni internazionali - e persino nel mondo occidentale - con la ripresa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno schema a somma zero: se qualcuno ci guadagna, significa che qualcuno ci perde", ha voluto sottolineare Mattarella, accendendo un faro su "radicalismi ed estremismi che rendono, talvolta, difficili le pacifiche convivenze negli stessi Stati e fra gli Stati. Una condizione che viene alimentata da flussi informativi manipolativi che, nell'ambito di conflitti ibridi condotti con vari strumenti ostili, congiungono fronte interno e fronte esterno". E condotti con vari strumenti ostili, congiungono fronte interno e fronte esterno". E

' qui che trovano spazio "inediti ma opachi centri di potere", che alimentano "attività di disinformazione che tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici". Di fronte a questo panorama, l'antidoto è ora più che mai "l'ambito multilaterale e quello degli organismi sovranazionali come l'Unione Europea, che possono consentire di raggiungere la massa critica necessaria a evitare di ricadere in ambizioni velleitarie", secondo Mattarella. E se "alcuni commentatori sostengono che quelli attuali non siano tempi facili e perfino inadatti per la diplomazia, sono in errore. E' esattamente in tempi difficili che la diplomazia si trova a dispiegare una delle sue caratteristiche più preziose: la ricerca di percorsi per uscirne e di spazi di dialogo".

Parole che trovano conferme nel messaggio unanime espresso alla conferenza degli ambasciatori, a partire dalle parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha ribadito l'impegno a promuovere la pace come "cardine" della nostra politica estera. In primis sull'Ucraina, dove secondo il vicepremier "l'iniziativa americana è un'opportunità che non dobbiamo farci sfuggire". Ricordando poi che "gli Stati Uniti non possono fare a meno dell'Europa" e viceversa: "Sulla base di questo assunto, l'Italia è in prima linea per alimentare le relazioni tra le due sponde dell'Atlantico