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Lady of April International lawyer Claudia Blandamura

 

 

Ci può raccontare brevemente il suo percorso: come è diventata avvocato e cosa l’ha motivata a intraprendere questa carriera?


Appartengo ad una famiglia di Avvocati: gli zii di mio padre erano avvocati, mio padre era anchèegli avvocato. Sin da bambina ho sempre sentito argomentare di Legge e Giustizia e da giovane ho iniziato presto a frequentare le aule dei Tribunali accompagnando mio padredi tanto in tanto. Quando è arrivato il momento di scegliere, mi sono accorta che per me era naturale voler fare l’Avvocato.

 

Qual è stato il momento decisivo della sua carriera che ha cambiato il suo percorso professionale?


Il momento decisivo della mia carriera è stato quando per motivi di lavoro (ero il Consulente Legale Global di una grossa multinazionale) sono stata spostata in un lontano Paese Africano dove ho vissuto per circa 2 mesi. Allora ho capito che volevo indirizzare la mia attività anche a livello internazionale.

Che cosa significa per lei essere stata nominata “Donna del mese”?


E’ un grande privilegio. Svolgo una professionale che nasce come lavoro maschile, ma che ormai da molti decenni annovera anche importanti protagoniste femminili. Io credo che quando si svolge bene il proprio lavoro, occorre dimenticare la distinzione di genere: un Avvocato bravo è un Avvocato bravo indipendentemente se sia uomo, donna, altro. Però il riconoscimento come Donna impegnata mi onora perché noi Donne solitamente oltre al carico del lavoro, abbiamo anche un carico personale ed emotivo da gestire maggiore di quello maschile ed avere riconoscimenti per aver svolto bene la propria professione è sempre un motivo di orgoglio!


Quali sono state le sfide più grandi che ha dovuto affrontare nel mondo legale?


Confrontarmi con un mondo (che ancora esiste e sempre esisterà) di Clienti e Colleghi uomini che vedono prima la Donna e poi il Professionista. In passato questo si abbinava anche alla diffidenza legata magari alla giovane età. Oggi che non sono più tanto giovane, affronto il problema con ironia e -come ho sempre fatto- tiro avanti dritto per la mia strada, rimanendo coerente con me stessa e non tradendo mai i miei valori più personali.

C’è un caso o un progetto professionale di cui va particolarmente orgogliosa?
Non c’è un caso in particolare, ma sicuramente tutte le mie esperienze all’estero mi hanno profondamente cambiata in meglio.

Quali qualità pensa siano fondamentali per avere successo nella professione di avvocato oggi?


Forse sembrerà strano, ma io credo che per avere successo nella professione gli elementi importanti siano sempre gli stessi: il rispetto per se stessi, per la propria libertà d’azione e di pensiero, per la propria dignità di persona e (nel caso femminile) di Donna, la coerenza con le proprie idee, la conoscenza della materia, la curiosità e la voglia di mettersi sempre in gioco e di studiare sempre perché la Legge è una materia viva, sempre in evoluzione. E poi un briciolo di fortuna, perché quella non guasta mai…!

Fondazione in Africa
Come è nata l’idea di creare una fondazione in Africa?


Accennavo alla mia prima esperienza in Africa. Dopo quell’episodio sono tornata in Africa, in altri Paesi molte volte e mi sono sempre sentita spinta a comprendere le reali necessità
in altri Paesi molte volte e mi sono sempre sentita spinta a comprendere le reali necessità di quelle Popolazioni. Sono fermamente convinta che ogni essere umano abbia il desiderio di voler lasciare la propria Terra madre solo per libera scelta e non per necessità. Ho quindi pensato che mi sarebbe piaciuto dare vita ad un mio personale veicolo attraverso il quale cercare di aiutare la gente a vivere meglio nella Terra d’origine.


Qual è la missione principale della fondazione e quali progetti state portando avanti?


Come dicevo, la missione principale è proprio quella di fare il possibile per portare aiuti concreti e sviluppo nei territori cui di volta in volta ci rivolgiamo.
Abbiamo già dato vita ad una serie di iniziative come creazione di pozzi d’acqua in Indonesia e riforestazione in Paesi Africani come la Nigeria e la Costa d’Avorio.
Al momento stiamo lavorando ad un grosso progetto di bonifica ambientale che dovrebbe coinvolgere alcuni Paesi Africani.


.Qual è stata l’esperienza più toccante che ha vissuto grazie al lavoro della fondazione?


Aver visto bambini di tenerissima età cibarsi di soli rifiuti imputriditi e vivere per strada riparandosi in sottopassaggi di città ad elevatissima presenza di traffico ed inquinamento per via delle condizioni di povertà in cui vivono.

Come riesce a bilanciare carriera, impegno sociale e vita personale?


E’ tutto molto difficile, ma stimolante. Come dicevo in precedenza noi Donne abbiamo sempre un grande carico da affrontare ogni giorno, sia a livello personale, sia a livello lavorativo. Io credo di essere una persona abbastanza tenace e poi ho la fortuna di avere una vita familiare che mi supporta nel momento opportuno.

Che messaggio darebbe alle giovani donne che sognano una carriera nel diritto o nel sociale?


Impegno, tanta determinazione, tanta curiosità e tanta resilienza. Questo per iniziare: il resto si impara strada facendo…

Se potesse cambiare una cosa nel mondo oggi, quale sarebbe?


Vorrei cancellare la mancanza di rispetto e di “pietas” (per utilizzare un antico termine latino che rende bene il concetto) nei confronti del proprio prossimo che purtroppo contraddistingue l’Uomo dei nostri giorni. Oggi la parola “Fratellanza” è una parola tanto abusata perché tanto utilizzata, ma per nulla applicata. Le guerre ne sono esempio macroscopico, ma purtroppo è nella vita di ogni giorno che gli esempi anche i più piccoli ci testimoniano l’epoca di egoismo ed egocentrismo umano che stiamo attraversando. Questo ciclo passerà un giorno, ne sono sicura perché la Storia si compone di cicli che si ripetono in una alternanza continua, ma al momento questa è la dura realtà dell’epoca che ci appartiene.